alefanti

parole allo specchio

A te, poeta

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Clemenza
come una culla che accoglie riposa e consola
E poi il mistero
il dono bello che non si consuma
Ti leggo e non so nulla
Ti leggo e so che sei per me
amore che non passa incastonato e vivo
Ti ho vista camminare sulle dita minuscole del mare
farti peso leggero di abbraccio ad ogni passo
Dagli occhi che volano alla sabbia e all’acqua
lei è – tu lo sai bene – chimica degli intrecci e oltre
eri luce di figlia, pasta di festa a lievitare
cominciare del respiro dopo un sogno
Oggi ti penso dentro un mattino altrove
affaccendata ad esistere, bellissima
Sono ghiande sul sentiero
spreco umile e prezioso
i baci che non ti ho dato
Il colore dei fiori che buca la notte
è il marchio della tua voce
Scaglie di rose cadono dagli occhi
le api ancora dormono, il miele è lontano
niente dolce per me stanotte
Aggiungo parole come ghirlande
avanza la processione sulla strada
Santa non sei, eppure

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