alefanti

parole allo specchio

LETTERA NON INVIATA

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Ora l’ho capito
– che pure sarebbe dovuto essere evidente –
in lui cercavo un te giovane
– sembrava sapeste lo stesso genere di cose
per quanto lui mancasse della dolcezza tua sottile –
che potessi accogliere più che dover attendere
Speravo in un sconto
in una via d’accesso più agevole
in un’occasione di potere
che fosse scorciatoia
di questo cammino frammentato
che non conduce a meta
Eppure avrei dovuto tenere presente
che vale per gli uomini
ciò che per le merci vale:
il risparmio dell’accontentarsi
è frutto di miseria
e a miseria conduce
Come negare poi
che il più viene da scarsità?
E che la gioia dello scambio di fiati
discende dalla selvatichezza della preda
dal suo non essere domesticabile mai?
Ho scoperto poi che aveva un guasto
mischiato di dolore e rabbia
che versava in me pece oscurante
Niente c’era in lui che potesse sostituire
l’aerea traiettoria di premio
che accompagna la malattia del saperti
temporaneo, effimero mistero, trappola dei non so
irresistibile scogliera su cui temere l’onda e riderne

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