alefanti

parole allo specchio

Del tempo

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Quanta distanza si pone tra il viso che invecchia
e la luce che dentro s’incendia?
Il tempo – maledizione del sembiante –
disegna percorsi di splendore nella casa del sé
senza alcun merito fiorisce la bellezza del sentire
si inerpica tra i rami del peccato
adorna ogni superficie opaca
del nostro esser comuni verso il basso
Sarà così per tutti il perdere lo slancio della carne
per riservarlo al buio consolante della sera?
Tra povertà e ricchezza si srotola il papiro del racconto
quelli che dicemmo grandi
non per loro caduta ci paiono vicini
è che diventiamo tutti un unico ridente camminare
per poi fermarci, aprire finalmente gli occhi
guardare la buona sorte dell’essere esistiti
e in luogo del restare nel non detto
imparare finalmente a ringraziare

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