alefanti

parole allo specchio

Stravaganze

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Precipitata dentro di me

per l’improvviso cedimento

delle strategie di sopravvivenza

dopo aver fatto pace con la paura

e preso confidenza con lo smarrimento

mi accomodo meglio

mi accorgo che è casa

(Da dentro la buccia guardavo la polpa

ed i semi affondati nel dolce maturo

chiamandoli cielo e stelle brillanti

Che assurda impostura è durata negli anni!)

Rivolgo lo sguardo all’intorno

il velo caduto decora la terra

lo vedo, lo scosto, con cura lo studio

è scorza di crisalide, inutile prigione

spaccata nel tempo più adatto

Ho un mondo davanti in cui camminare

non sogni o illusioni, non giochi o finzioni

i nomi dei fiori, delle acque, dei monti

– non è troppo tardi – li voglio imparare

Farò con i sensi disegni sfarzosi

e con le parole gustose ricette

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