alefanti

parole allo specchio

A te, poeta

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Lo strappo che nessuna al posto tuo
in quel modo preciso e feroce di materia
ogni volta riascolto scivolarmi dentro
come fossi ancora a casa tua
ospite a pieno agio di accoglienza
Poi volto l’angolo per non sentire altro
che è troppo saperti vera e lontana
mentre io solo di sbieco passo
e mi dileguo per una volta zitta
La mano mi ricordo nella mia
e quella parola – vertigine –
felicemente inattesa di contagio
i baci detti come per viverli
il cibo al posto degli abbracci
le parole in luogo del dormire
tra le tue braccia, sopra i tuoi seni
Mi ricordo, non smetto, lo sai
e rido delle tue prese in giro, fraterne
di cui, serena, mi accontentavo
Eppure aspetto che torni
Eppure spero da me
Eppure

 

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