alefanti

parole allo specchio

OMAGGI

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Come si fa a scrivere una poesia

che abbia dita curve di carezza?

Le parole fingono sia agevole addomesticarle

si lasciano intrecciare

collaborano se ci adoperiamo per farne ghirlande,

si esercitano nella sottile finzione di mostrarsi miti.

Ma hanno spigoli duri ed unghie adunche – le parole –

pesanti da sollevare se ti cadono addosso

pungono come frecce

e le punte hanno il sapore stretto del veleno.

Come si può, dunque, essere certi

che il dono non morda la mano che scioglie il fiocco

e svolge la carta fiorita?

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