alefanti

parole allo specchio

ROSSO

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Il suo destino

– la profezia non dice se di sconfitta o di liberazione –

era in quel color passione intorno al volto disegnato

a riparare o nascondere l’infanzia in fuga.

Lo schermo della stoffa

la celava e la metteva in vista

al punto da far dell’abito nome e richiamo.

C’è chi belva da sempre e chi per combinazione.

A crescere da agnelli succede a volte

di volersi lupi per sfida o per ripicca

che ad esser sé non c’è rassegnazione che duri a lungo.

Lei sfugge al diventar donna

per semplice decorrenza dei termini.

Cancella d’imprudenza un cammino segnato

e si iscrive in prima riga ad una leggenda eterna.

Che conta che sia morta da giovane o da vecchia

quando bambina due volte è nata

da madre e poi da belva?

Morire di fucile non è raro

nei boschi e in questi tempi

diverso e rende eterni nella memoria umana

farlo dopo un duplice e travaglioso parto

unico lupo maschio della storia.

Ecco che quindi i due diventano uno solo

poco conta se lei sia cibo o amore

se lui sia mostro o amore.

Si incontrano i destini

si scopre che uno solo

erano quelli che sembravan due.

E dunque? La morale non la so.

Ma quella macchia rossa nel bosco

in mezzo ai rami che giocano agli abbracci

mi sembra adatta ad un abito per ballare

la prima o l’ultima festa del diventar grandi.

 

immagine di Warwick Goble

Immagine

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