alefanti

parole allo specchio


Leave a comment

Ieri

E non c’è più
di cui sia certa
altro che ieri.
È stato – son sicura –
anche se a raccontarlo mi confondo
con quel che prima ancora accadde
o magari soltanto sognato invano aspetto.
I dettagli stanno come conchiglie
cadute dalla tasca
troppo piccola per questa passeggiata
che tra l’andare e il venire
l’ha presa il sonno
e s’è sdraiata immemore.
Volevo far poesia – dicevano
ma era lei che voleva di me
fare un bel prato.
Fiorirmi voleva
mentre fuori gelava il canto dei già morti.
Inconsapevoli galleggiamo
sulla lava dei cuori infranti.


Leave a comment

Agosto

Mi adagio e sto.

Serena la tristezza senza più avversari

concede tregua, non morde i giorni.

Nulla di grave da questa prospettiva

la compassione non più ospite ma padrona

allarga il suo sguardo fino all’orizzonte

cancella le possibili offese.

Perdona la vita, bellissima e terribile 

questa stagione orfana di attese.


Leave a comment

Quale amore

Distruzione, saccheggio, oltraggio, stupro
le ho tutte dentro
abilità di cui sarei capace
per forza dello stesso innocente amore
che si ferma fuori della porta
all’angolo della strada
oltre i confini del quartiere
aldilà delle porte della città
allo scomparire del porto
al centro dell’oceano
nella rarefazione della stratosfera
da dove ti guardo
angelo senz’ali
protettore dei tuoi sogni
dei tuoi figli
del tuo decoro
della dignità del sapersi trattenere
sul bordo attraente del baratro


Leave a comment

LINDO

Va via veloce dall’acciaio
il succo della pesca
un poco d’acqua scioglie
il resto della buccia
gettata negli scarti
lasciato per incuria
sul bordo del lavabo.
Non so se sia un bene
questo saper pulire
che tutto torni lindo
come non fosse vero
il dolce della frutta
il fresco della bocca
aver vissuto e amato


Leave a comment

Per quanto

Per quanto si allunghi e si faccia viavia più sottile ogni filo che lega – ancora e per sempre avendo legato un giorno due umani come noi – per quanto la distanza moltiplichi gli orizzonti da raggiungere e faccia dimenticanza dei volti e dei fatti per quanto non sappia nessuno la direzione – se c’è o c’è stata – per quanto non rimanga un argano per la catena dell’ancora
io sento l’intreccio e trama e ordito sono il giaciglio su cui riposo


Leave a comment

Riflessioni

Spegnersi e riaccendersi.
Anche stanchi sappiamo farlo e disfarlo.
Le mani in mano tocchiamo lo specchio
esperimenti eleganti
giochiamo e il rito prosegue
– le carte sono sempre false –
le azioni e non azioni si seguono vicine
qualche volta si muore come un desiderio
qualche altra un frammento minimo soddisfa
dà ossigeno e acqua
ci si inchina o inginocchia nel sogno
si strappa un gemito
ed è una vittoria inebriante.
Cio che appaga non ha riflessi sonori
fa la bocca di pesce
ne inventa i sorrisi sotto il velo che separa i due mondi.
A cent’anni saprò per certo d’aver fatto una scelta inutile.
Le parole – poverine – non avranno che sconfitte da raccontare.